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Orientamento

Fare orientamento nella scuola dell’obbligo oggi, in un contesto di rapide e profonde trasformazioni, significa privilegiare lo sviluppo dell’identità personale dell’alunno e le sue capacità di interazione con l’ambiente esterno, attraverso un processo orientativo che conduca alla scelta di un “personale” progetto di vita. Quindi l’orientamento non può essere limitato solo all’aspetto informativo, confinato in un ristretto periodo di tempo ed in relazione con la scelta della scuola superiore o di un percorso professionale, né può essere delegato ad un unico insegnante. Certamente il lavoro sull’informazione svolge una funzione importante, ma agisce a breve termine e può essere considerato un momento di un discorso più ampio e complesso, che impegna tutto il curricolo. Da qui nasce la necessità di programmare percorsi interdisciplinari condivisi da tutto il Consiglio di classe, che portino alla realizzazione di obiettivi trasversali, verificabili, di tipo cognitivo, affettivo e comportamentale; in questo senso l’azione di orientamento non può essere delegata ad uno specifico disciplinare, in quanto utilizza e rielabora quello che può servire dei vari contesti disciplinari, valorizzandone le valenze formative. Per la realizzazione delle finalità trasversali, che costituiscono il fondamento della didattica formativa ed orientativa, è necessario muoversi su due piani: quello personale dell’allievo e quello sociale, lavorando specificatamente sull’uno e sull’altro, nonché sulla loro interazione. Gli interventi della scuola non possono che svilupparsi in stretta correlazione con quelli della famiglia, affinché l’azione orientativa sia rafforzata da iniziative concordate, al fine di favorire nel ragazzo la tendenza all’autonomia, all’autodecisione, alla maturazione della identità personale.