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INTERCULTURA

La nostra scuola, che ogni anno stima un numero sempre più elevato di alunni provenienti da Paesi diversi, è chiamata ad affrontare le nuove sfide di un paesaggio sociale sempre più mutevole e segnato da un profondo e irreversibile processo di globalizzazione. Nella società, caratterizzata da spinte contrastanti che la rendono differenziata e multipolare, si avverte, da una parte, il bisogno di appartenenza e la necessità di essere membri di un’entità racchiusa e circoscritta, dall’altra si assiste ad una sorta di omologazione culturale imperante che rischia di appiattire le identità in un diffuso senso di “qualunquismo”. E’ comprensibile, dunque, che la paura del diverso è tanto più accentuata quanto più difficile è la situazione socio-economica di una realtà, nella quale le dicotomie, apertura-chiusura e inclusione-esclusione, non sono semplici da ricomporre. Ad una prima legittimazione del legislatore nazionale, L.943/1986, all’integrazione socio-culturale degli immigrati, segue il T.U. n.297/94 che all’art.115 dà un input abbastanza forte al fenomeno degli alunni provenienti dai contesti migratori.
Nella cornice generale dell’impostazione nazionale si collocano, poi, la legge 40/98 e il d.lgs. 286/98 fino ad arrivare alla Circolare Ministeriale n.2 del 2010.

Le linee di azione

Nella fase dell’accoglienza, il nostro istituto si prefigge di rivolgere particolare attenzione agli aspetti:

Conoscitivi: ricostruire la storia personale, scolastica e linguistica del minore straniero, attraverso i documenti presentati, il colloquio con i genitori, la collaborazione dei mediatori linguistico-culturali

Amministrativi: sulla base degli elementi di conoscenza raccolti durante i colloqui iniziali, i momenti di osservazione dell’alunno neoarrivato e le indicazioni normative, si procede a definire la classe/sezione di appartenenza più adeguata

Relazionali: nella fase iniziale si stabilisce un patto educativo con la famiglia straniera, considerata come partner educativo a tutti gli effetti e si mettono le basi per una collaborazione positiva tra i due spazi educativi

Pedagogico-didattici: si rilevano durante i primi giorni dell’inserimento i bisogni linguistici e di apprendimento, le competenze e i saperi già acquisiti, per elaborare, poi, un piano di lavoro individualizzato

Organizzativi: la scuola individua le risorse interne ed esterne più efficaci per rispondere ai bisogni linguistici e attiva dispositivi di aiuto allo studio.

Particolare attenzione sarà data all’inserimento dei minori nell’ultima classe della scuola secondaria di I grado, momento delicato dell’orientamento e scelta del successivo percorso scolastico.